
C'era una volta un roseto che offriva a tutti i passanti una grande varietà di colori: bianco, blu, rosa... E il suo profumo emanava un certo conforto a chiunque ne avesse bisogno. Tra le sue corolle raccoglieva lacrime, gioie, speranze... Finché un vento, più impetuoso degli altri, più scellerato degli altri, non lacerò e spezzò la sua variopinta chioma lasciando di quà e di là qualche petalo vibrare nell'aria e qualche altro rotolare via via nel fango e nella polvere, tra ruvidi muri di morte e fili spinati. Di esso non restò altro che uno scheletro di spine. Spine aguzze da far male persino il cuore.
Passò il tempo insieme alle sue stagioni e tra quei rami schiaffeggiati dal vento qualcosa cominciò a germogliare, un bocciolo fresco di rosa palpitante di rugiada. Il roseto cominciò a germogliare... ma non presentava più quella grande varietà di colori, come una volta. Ma solo rosso. Rosso come il sangue sparso degli innocenti.
Commovente, Ligeja!
RispondiEliminaCiao Ligeja,un racconto che tocca il cuore,pura poesia per non dimenticare,ti abbraccio con affetto,buona serata.
RispondiEliminaCiao Gianna, Ciao Achab! Grazie per la lettura e il commento.
RispondiEliminaSpero che tale evento non sia solo ricordato il 27 gennaio, ma tutti i giorni... e in ogni ora.
Un abbraccio a tutti! Baci!
Le tue lettere sono piene di emzioni e vita Legeja! Grazie della visita e commento nel mio blog!
RispondiEliminaHai ragione.
RispondiEliminaBaci
Cara Ligeja, è davvero molto bello che una ragazza giovane come te, dedichi un un piccolo racconto, così delicato e commovente alla memoria.
RispondiEliminaGrazie Mirta! Grazie Gianna, di nuovo per la tua visita!Grazie anche a te, Annalisa, per queste belle parole...
EliminaNon sono l'unica ragazza giovane a esprimere tali sentimeni, ma ci sono migliaia e migliaia di giovani che manifestano ciò che sentono a favore della memoria. Ed è una grande fortuna per le generazioni successive.
Un bacione a tutti! Alla prossima!